Territorio - Casa Gancia

I paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato
Patrimonio dell’umanità Unesco

 
Dal 2014, il prestigio dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato è ufficialmente riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Annunciato durante la 38° sessione di Doha, questo è stato il 50° titolo assegnato all’Italia, a testimonianza di un territorio unico per storia, tradizione e vocazione all’eccellenza. L’intero progetto ha radici profonde: la candidatura nacque infatti nel 2003 proprio da un’iniziativa del territorio di Canelli. L’obiettivo originario era valorizzare le “Cattedrali Sotterranee”, le storiche cantine divenute simbolo della cultura enologica.

Da questa scintilla iniziale, il percorso ha saputo coinvolgere l’intera area di Langhe, Roero e Monferrato, allargandosi ad un territorio più ampio e variegato che oggi celebra l’armonia tra uomo e natura.

Il sito è costituito da sei componenti, ciascuna con specifiche caratteristiche naturali, che si combinano nella loro essenza e nelle loro reciproche relazioni per rappresentare i diversi aspetti della millenaria “cultura del vino”: “La Langa del Barolo”, “Il Castello di Grinzane Cavour”, “Le Colline del Barbaresco”, “Nizza Monferrato e Barbera”, “Canelli e l’Asti Spumante”, “Il Monferrato degli Infernot”.

Proprio a Canelli, area prevalentemente coltivata a Moscato Bianco e territorio della DOCG Asti, sono custodite le “Cattedrali Sotterranee”, le storiche cantine che, grazie alla spettacolare ampiezza degli ambienti voltati che si estendono sotto la città, rappresentano una delle più significative testimonianze architettoniche dell’antichissima vocazione vitivinicola di questo territorio.

Tra queste, le Cantine Gancia rappresentano il cuore pulsante della viticoltura piemontese. È qui che nel 1850 Carlo Gancia fondò la sua attività, avviando una ricerca durata quindici anni per adattare il metodo dello Champagne alle uve locali. Il risultato fu una rivoluzione: nel 1865 nacque il primo Spumante Italiano, un Asti Metodo Classico dal profilo inedito, dolce e fruttato, le cui regole di produzione sono seguite ancora oggi.

Forte di questo successo, Gancia estese le sue sperimentazioni al Pinot Nero e allo Chardonnay, trasformando il suolo piemontese nella culla d’elezione per le bollicine italiane e gettando le basi di un successo intramontabile.

Territorio e vigneti Gancia