Nato nel 1829 a Narzole in una famiglia benestante di viticoltori e commercianti di vini, Carlo Gancia trasforma presto la curiosità per il lavoro paterno in una rigorosa formazione in farmacia e chimica a Torino, riuscendo ad entrare in contatto con il mondo dell’enologia e dei suoi principi. Qui viene assunto in una delle più antiche caffetterie e liquorerie, la “Dettoni e C.”, dove nel 1847 rivoluziona la ricetta del Vermouth, utilizzando per la prima volta il moscato come base per le infusioni delle erbe.
Nel 1848 si trasferisce a Reims per apprendere i segreti del metodo champenois presso la prestigiosa Piper Heidsieck. Da questo biennio di apprendistato nasce l’intuizione visionaria: applicare le tecniche francesi alle uve moscato piemontesi per creare il primo spumante italiano.

Nel 1850, rientrato in Italia, Carlo Gancia fonda a Chivasso insieme al fratello Edoardo la “Fratelli Gancia & C.”. Per oltre quindici anni dedica il proprio lavoro a un’ambizione allora rivoluzionaria: applicare il metodo champenois alle uve Moscato piemontesi, intuendone l’affinità e il potenziale espressivo rispetto ai grandi vitigni francesi. Dopo anni di ricerca e sperimentazione, raggiunge un equilibrio enologico unico e, nel 1865, nasce quello che la storia avrebbe riconosciuto come il ‘Primo Spumante Italiano’.
Inizialmente conosciuto come “Moscato Champagne” o “Champagne Italiano”, questo vino conquista rapidamente i mercati internazionali grazie alla sua identità inconfondibile, diventando simbolo dell’eccellenza spumantistica italiana nel mondo.
Parallelamente, Carlo Gancia introduce in Piemonte le prime barbatelle di Pinot Nero e Chardonnay provenienti dalla Champagne, dando vita a uno “Champagne secco” interamente prodotto in Italia secondo il metodo classico. Questa visione pionieristica pone le fondamenta di quella che oggi è la tradizione dell’Alta Langa Metodo Classico, contribuendo a consacrare il Piemonte tra i grandi territori spumantistici del mondo.
L’11 Maggio 1866 la crescente esigenza di spazi e infrastrutture all’altezza delle proprie ambizioni porta i fratelli Carlo ed Edoardo Gancia a trasferire l’attività a Canelli, destinata a diventare il cuore della cultura spumantistica piemontese.
La nuova sede, ricavata da un ex deposito doganale in posizione strategica lungo la linea ferroviaria, offre condizioni ideali per lo sviluppo della produzione: colline ideali per la coltivazione del Moscato e profonde cantine sotterranee perfette per il lungo affinamento degli spumanti. Lo scavo delle cantine e delle gallerie sotterranee prosegue per alcuni decenni.
Nonostante le iniziali difficoltà tecniche, il “Moscato Champagne” Gancia conquista rapidamente il mercato e già entro la fine del 1866 oltrepassa i confini italiani, iniziando il proprio percorso internazionale.
Il successo trova consacrazione nel 1870, quando Vittorio Emanuele II conferisce alla Casa Gancia l’onore del “Regio Stemma”, suggellando il legame tra il marchio e l’eccellenza italiana.

Negli anni Settanta dell’Ottocento, Gancia trionfa alle Esposizioni di Vienna (1873) e Parigi (1878), ottenendo riconoscimenti non solo sul Moscato Champagne, ma anche sul Vermouth. Il prestigio del marchio è tale che la Casa Reale autorizza l’uso del celebre claim: “Bianco Gancia, Vermouth dell’Aristocrazia e della Regalità”.
Nel 1880 l’assetto societario si evolve nella “Fratelli Gancia & C.” e, nel 1893, Carlo affida la guida al figlio Camillo. Sotto la sua direzione, l’azienda lancia il primo Vermouth Bianco a base di moscato di Canelli, premiato all’Esposizione Universale di Chicago (1893) per l’indiscussa qualità (“For very fine white vermouth of good flavor”). Camillo guiderà inoltre la difficile battaglia per abbandonare i termini stranieri, rivendicando l’identità autentica dei prodotti italiani.
Se Carlo era stato lo scienziato e l’inventore, Camillo si rivela un imprenditore e stratega visionario. Nei primi anni del Novecento la produzione cresce costantemente, portando all’acquisto di un nuovo stabilimento a Santo Stefano Belbo, dove Camillo focalizza l’offerta su tre eccellenze: Moscato Champagne, Champagne Italiano e Moscato Spumante, affiancati dalla produzione di Vermouth e dei classici vini piemontesi.
Alla qualità del prodotto egli unisce una comunicazione rivoluzionaria per l’epoca, collaborando con i più grandi artisti del tempo.
Nascono così manifesti iconici che segnano la storia del costume: dall’elegante “Moscato Spumante F.lli Gancia Canelli” di Cesare Saccaggi nel 1896 alle opere di Leonetto Cappiello degli anni Venti, come la sognante “Donna con le stelle” e la celebre “Donna Farfalla” del 1922, che proiettano l’immagine di Gancia in una dimensione internazionale e moderna.
L’impegno di Camillo si estende anche alla promozione culturale e alla tutela del settore: nel 1928, in occasione dell’Esposizione Internazionale di Torino, Gancia realizza un intero padiglione e un documentario con l’Istituto LUCE per svelare al pubblico i segreti della spumantizzazione. Parallelamente, Camillo si pone a capo della battaglia contro le frodi e sofisticazioni del prodotto, guidando nel 1932 la nascita del Consorzio dell’Asti per garantire l’origine e la qualità del vitigno moscato.
Questo percorso di eccellenza viene suggellato nel 1937 dal riconoscimento di “Unica casa industriale italiana produttrice di Champagne” e dai titoli di “Servitori della Real Casa” e “Provveditori di Sua Maestà il Re”. È con questo immenso prestigio che, dopo la seconda guerra mondiale, la F.lli Gancia riprende con successo la sua scalata verso i principali mercati mondiali.

Nel 1950, il centenario dell’azienda viene celebrato con il lancio del Gancia Rosso, un nuovo aperitivo a base di vino ed erbe aromatiche. Per l’occasione, l’artista francese Lucien Cayol realizza l’opera “L’Apéritif centenaire“, un manifesto dallo stile decisamente contemporaneo per l’epoca. In questi stessi anni fa la sua prima apparizione l’Americano Gancia, inizialmente destinato ai mercati esteri; il suo debutto in Italia avverrà solo nel 1966, ottenendo un successo immediato che lo porterà a diventare in breve tempo un prodotto iconico per i consumatori.
Con l’arrivo degli anni Settanta, le esportazioni raggiungono i massimi storici, consolidando la presenza del marchio in mercati chiave come il Belgio e la Francia.

La spinta innovativa prosegue nel 1980 con la nascita di Pinot di Pinot, il primo spumante da vitigno ottenuto esclusivamente da uve Pinot Nero, Bianco e Grigio.
Pensato per il momento dell’aperitivo, Pinot di Pinot diventa protagonista di numerose campagne e sponsorizzazioni, legando negli anni Novanta il proprio nome alle gare off-shore e confermandosi, ancora oggi, un punto di riferimento nel panorama spumantistico italiano.
Nel 2000 l’azienda celebra 150 anni di successi mondiali, consolidando un’identità fatta di tradizione e qualità assoluta. Questo prestigioso anniversario inaugura una fase di grandi progetti, come la ristrutturazione a partire dal 2003 delle Cantine Storiche Gancia: un suggestivo dedalo di gallerie sotterranee da cui è partita la candidatura UNESCO portando i paesaggi di Langhe-Roero e Monferrato e le Cattedrali Sotterranee di Canelli a diventare nel 2014 Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Il valore di questa eredità viene ulteriormente sancito nel 2020, in occasione dei 170 anni del marchio, con l’emissione di un francobollo celebrativo dedicato alle eccellenze del sistema produttivo italiano.

Gli ultimi anni segnano una nuova fase di evoluzione industriale e societaria per Gancia. Dal 2023, lo storico stabilimento di Canelli ospita anche la produzione in esclusiva per l’Europa della vodka Russian Standard, realizzata secondo rigorosissimi standard qualitativi e attraverso l’impiego di materie prime ultra selezionate.
Nel 2025 la struttura proprietaria della società viene profondamente riorganizzata: dopo oltre un decennio di appartenenza a un gruppo internazionale, Gancia torna integralmente sotto il controllo di capitale italiano, riaffermando il proprio legame storico con il territorio e con la tradizione imprenditoriale del proprio Paese.