Museo - Casa Gancia

Museo Gancia: l’immagine che interpreta il cambiamento

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La storia di Casa Gancia è un viaggio visivo che attraversa l’evoluzione del costume italiano dal 1870 a oggi.
Attraverso una visione lungimirante, l’azienda ha saputo anticipare mode e stili, trasformando la propria comunicazione in una collezione d’arte dal valore inestimabile. Cuore pulsante di questo racconto è il Museo Gancia, situato nelle storiche cantine: uno spazio unico che custodisce manifesti, etichette e filmati d’archivio capaci di intrecciarsi con la storia del Paese.

Il percorso museale celebra la nascita della cartellonistica d’autore, a partire dal primo manifesto disegnato dal pittore piemontese Cesare Saccaggi per Gancia nel 1896 dedicato al “Moscato Spumante”. La collezione vanta capolavori firmati da maestri come Leonetto Cappiello, autore di tre manifesti tra i quali “Donna con le stelle”, ispirato alla iconografia del sogno hollywoodiano e l’iconica “Donna Farfalla”, e Eugenio Colmo, maestro di affiches, che firma nel 1929 il manifesto “Vermouth Bianco”. Insieme negli anni Venti suggellarono l’unione perfetta tra arte e pubblicità.

Museo di Casa Gancia a Canelli

Il legame con la cultura prosegue nel secondo Novecento attraverso le collaborazioni con Lucien Cayol, che realizza un’opera, per quegli anni, decisamente contemporanea: “l’Aperitif centenaire” e Franz Marangolo che crea nel 1954 il manifesto “Brindate Gancia” di grande valore artistico. Anche il pubblicitario torinese Armando Testa, nel 1963, collabora con Gancia realizzando il manifesto “Brindate Asti Gancia”, la cui composizioni cromatiche mantengono ancora oggi una freschezza sorprendente.
Oltre alle immagini, Gancia vanta un eccezionale archivio video che rivive nella sala cinema. Qui spiccano i celebri filmati di Carosello, con protagonisti del calibro di Walter Chiari e Alberto Sordi, che proprio per Gancia fece un’eccezione alla sua storica riservatezza verso la pubblicità.

Il percorso intrapreso a fine Ottocento prosegue con spot televisivi e immagini pubblicitarie evocative del mondo Gancia. Una scelta precisa, che ha portato numerosi slogan ad entrare nel linguaggio di tutti i giorni: ne sono un esempio “Solo Pinot. Il meglio dei Pinot” e “Io, tu, noi… Allegramente cosa beviamo? Gancia Americano!”.

Questa eredità comunicativa, fatta di slogan entrati nel linguaggio comune, evolve oggi nel concetto di “Drink Beauty”: un invito a celebrare la bellezza delle vigne dell’Alta Langa e delle Cattedrali Sotterranee, oggi Patrimonio Unesco, confermando il ruolo centrale della comunicazione nel dialogo diretto tra l’azienda e il mondo.